Le emozioni hanno forme e colori!
Lettura del quartiere su cui gravita la scuola, attraverso le emozioni che lo stesso restituisce ai ragazzi/e, da una scritta sulla vetrina che esprime felicità alla via sporca o troppo trafficata
EDIZIONE
2022/23
EMOZIONI DALLA CITTÁ
Architetti/e fuori dalle classi
ARCHITETTI/E
Ivana Lacagnina, Mario Beltrame
QUARTIERE/PAESE
Centro
AMMINISTRAZIONE PUBBLICA
Comune di Bergamo
SCUOLA
Istituto comprensivo Mazzi
Scuola Primaria Calvi
CLASSI
n. 1 Classi V
n. 25 bambini/e
INSEGNANTI
Laura Marioni
TEMI E PAROLE CHIAVE
Stupore
disgusto
gioia
tristezza
rabbia
paura
legenda delle emozioni
OBIETTIVI
Accompagnare alunni ed alunne nella lettura consapevole dello spazio urbano in cui abitano, studiano, costruiscono rapporti di amicizia, utilizzando il come “specchio-strumento” per facilitarne la lettura, il tipo di sensazione-sentimento che suscita in loro attraversare questi luoghi a loro consueti: imparare ad attivare tutti i sensi che concorrono a creare l’emozione, positiva o negativa. Il contesto analizzato è situato in un’area di transizione fra il centro cittadino e la prima periferia; una strada a scorrimento veloce e la ferrovia fanno da cesura, in alcuni casi fra la scuola e la casa. Nota: gli odori respingono (lo smog) e riportano “a casa” (il profumo del cibo in vendita), soprattutto per chi ritrova aromi tipici del paese d’origine della famiglia.
FASI
agli incontri in aula, sono subito seguite le esplorazioni urbane, dopo averli sollecitati, in forma di gioco (ispirandosi al cartone animato) sulle emozioni – parole chiave. Ad ogni emozione oltre al colore sono stati associati, scelte da loro, delle emoticon sotto forma di ortaggi.
La mappa del quartiere è stata la base per l’esplorazione e per la successiva restituzione, per tappe, dei sentimenti prevalenti suscitati dai luoghi. Interessante e richiesto il passaggio dalla loro mappa parlante, ad un modo per raccontare alla città, il loro percorso. Le emoticon sono state incollate nell’ultimo incontro nello spazio urbano, su lampioni, semafori, muri. Molto significativo ed emozionante il racconto di un ragazzo ucraino che passando davanti alla vetrina di un negozio chiuso da molto tempo, ha raccontato a noi ed ai compagni che quel luogo gli suscitava sia gioia che tristezza: una scritta sul vetro sporco era nella sua lingua, credo fosse scritto “pace”.





