L’aula senza tetto

... con l’ausilio di una semplice cordicella riproduciamo all’aperto il perimetro dell’aula di scuola precedentemente misurata, per renderci conto quanto spazio possa occupare rispetto all’area che abbiamo a nostra disposizione. Non avendo il rigido vincolo dei muri incominciamo a scardinare i vertici dello spazio circoscritto dalla corda, finchè la forma diventa tutt’altro che un rettangolo, tutt’altro che un quadrilatero, tutt’altro che convessa…

EDIZIONE
2024/25
NOI E LO SPAZIO
Architetti/e FUORI dalle classi


ARCHITETTI/E

Gabrio Rossi, Elisabetta Salvadori,
Ivana Lacagnina,
Valeria Maffioletti, Giorgio Davide Manzoni

QUARTIERE/PAESE
Valtesse

AMMINISTRAZIONE PUBBLICA
Comune di Bergamo

SCUOLA

I.C. G. Camozzi
Scuola Primaria A. Rosmini

CLASSI

n. 2 Classi V
n. 33 bambini/e

INSEGNANTI

Raffaella Fanelli

TEMI E PAROLE CHIAVE

aula all'aperto
greenway
torrente
arredi
legno
parco

OBIETTIVI

Il progetto parte dall’esperienza di Architetti/e nelle Classi dell’anno precedente, condotta dai colleghi Alessandra Morri e Alberto Terzi e promossa dalla stessa insegnante.

Si intende quindi sviluppare più nel dettaglio l’ipotesi di intervenire in un luogo esterno alla scuola per creare un ambiente di apprendimento nel verde, un’aula all’aperto.

L’obiettivo è ottimizzare la collaborazione tra i tre enti – amministrazione, scuola e ordine – in modo da giungere a una proposta valida, realizzabile in tempi certi e con costi ridotti, anche grazie all’utilizzo di materiali già in possesso del comune.

Inoltre il percorso che accompagna i bambini e le bambine nell’espressione delle proprie necessità e nell’elaborazione di tale proposta deve inserirsi nella più ampia tematica ( che è il fil rouge dell’edizione in corso) di Noi e lo Spazio e più nello specifico nella misura e lettura dello spazio attraverso il corpo.

La visita al deposito che accoglie i materiali messi a disposizione dall’amministrazione è utile per darci conto del numero e misure degli stessi: si tratta di piccoli tronchi fatti tagliare già l’anno precedente e di alcune grosse travi in legno rimosse da un altro parco cittadino e disponibili per la nostra aula all’aperto.

Si programmano tre incontri con le classi per affrontare:

  • Il concetto di misura e di scala architettonica
  • Tecniche basiche di rilievo
  • Un laboratorio spaziale

FASI

Primo incontro

Dopo una breve introduzione del concetto di misura attraverso il corpo e di unità di misura alternativa al sistema metrico internazionale, usciamo subito dalle classi e grazie a delle schede di rilievo scegliamo elementi vari del paesaggio urbano (marciapiedi, alberi, arredo urbano e tutto quello che ci cattura l’attenzione) li misuriamo attraverso il nostro corpo – diverso per tutti –  successivamente li misuriamo con gli strumenti convenzionali (metro, bindella, distanziometro laser), ci inventiamo anche qualche unità di misura come il Gabbriaccio o l’Isotta.

Arriviamo quindi all’area che era stata individuata l’anno precedente per la realizzazione dell’aula, dove rileviamo problematiche evidenti: allagamento, terreno umido, ombra, foglie, fango …

Secondo incontro

Il meteo non ci supporta, restiamo in aula: brainstorming sui diversi concetti che siamo soliti affrontare, fino a giungere a sognare La città che vorrei …  “una città fatta con la matita per cancellare le cose brutte”  ci dice un bambino.

Misuriamo l’aula e i suoi elementi, prima col corpo e poi con gli strumenti, quindi riproduciamo sulla mappa 1:1000 la dimensione dell’aula e gli arredi essenziali. Lo facciamo ritagliando dei cartoncini colorati che posizioniamo come gli alberi sulla mappa. Notiamo quanto è piccola la nostra aula rapportata allo spazio individuato.

Proviamo a immaginare in questo momento di forte pioggia, come potrebbero essere le condizioni d quello spazio esterno in modo che anche i bambini arrivino alla conclusione che non è il luogo adatto.

Terzo incontro  

Ci rechiamo nell’area individuata e sperimentiamo l’attività di aula all’aperto, progettando l’aula stessa.

Capiamo cosa ci serve per connotare quello spazio come aula, partendo dal lavoro pratico fatto nell’incontro precedente. Individuiamo quindi quali sono gli elementi indispensabili, anche nell’ottica di poterli inserire in step successivi, in relazione alle disponibilità economiche dell’amministrazione comunale; proviamo a definirlo spazialmente utilizzando alcuni elementi fissi e altri mobili in modo da ottenere configurazioni flessibili in base al tipo di attività da svolgere e alle condizioni al contorno (stagione, ora del giorno, etc).

Simulando in scala 1 a 1 questa volta: infatti avevamo precedentemente misurato la nostra aula a scuola e adesso con l’ausilio di una semplice cordicella riproduciamo all’aperto il perimetro dell’aula per renderci conto quanto spazio possa occupare rispetto all’area che abbiamo a nostra disposizione. Non avendo il rigido vincolo dei muri incominciamo a scardinare i vertici dello spazio circoscritto dallo spago, finché la forma diventa tutt’altro che un rettangolo, tutt’altro che un quadrilatero, tutt’altro che convessa. Il perimetro rimane lo stesso, ma l’area cambia moltissimo e non riuscendo a trovare la forma perfetta dell’aula, ci concentriamo allora sulle sedute per trovare la disposizione perfetta (frontali a una lavagna? all’insegnante? in cerchio? semicerchio? rivolti a valle o a monte …), ma l’estrema libertà e varietà di situazioni all’intorno (sole, ombra, stagione, punto di vista privilegiato, fauna, flora … ) e all’interno (numero di studenti, posizione della maestra, tipo di lavoro/osservazione) ci suggeriscono che forse è proprio meglio lasciare al caso la disposizione dei tronchetti.  Come nel gioco dello shanghai ci divertiamo quindi a lanciare tappi di sughero sul foglio, immortalando le migliori composizioni. Lo spago viene riportato in scala rispetto ai tappi e alle dimensioni reali delle sedute e del nostro originario perimetro dell’aula e diventa la cornice che racchiude la nostra opera di ingegno, arte e casualità.

A completamento dell’aula, alle sedute centrali vengono affiancati dei gruppi di tre travi, sovrapposte in modo da creare anche dei piani di appoggio su cui poter scrivere oltre che sedersi, utilizzando, a livello estetico, la stessa logica dello shanghai.  Il risultato soddisfa molto tutti.

La messa in opera finale purtroppo semplifica molto il progetto suggerito, ma un grande passo è stato fatto e, grazie alla sinergia tra tutte le parti, il 15 dicembre 2025, viene inaugurata la prima aula all’aperto di Bergamo.

BIBLIO-SITOGRAFIA

FOTO

Altre immagini dal progetto

ELABORATI DI PROGETTO

Alcuni elaborati scelti dal nostro progetto

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